Prossimi impegni del Gruppo  (anno 2013)

·         25 Aprile (Commemorazione festa della liberazione)(ammassamento ore 9,00 a Pederobba)

·         9-10-11-12 Maggio (Adunata nazionale a Piacenza)

·         18 Maggio (appuntamento con le scuole medie di Pederobba, oratore: lo scrittore Italo Zandonella Callegher)

·         26 Maggio (festa delle associazioni a Pederobba)

·         01 Giugno (pellegrinaggio alla cima grappa con le scuole medie di Pederobba)

·         06 Giugno (Concerto scuola media di Pederobba)

·         16 Giugno (turno lavori di mantenimento al Bosco delle Penne Mozze)(Adunata Triveneta a Schio)

·         14 Luglio (Commemorazione sull’Orrtigara)

·         20 o 27 Luglio (pulizia Monfenera)

·         21 Luglio (Gita sociale a Costalovara)

·         27 28 Luglio ( posa croce ricordo sul Croda Rossa  Alto  Comelico)

·         04 Agosto (festa della fameja in Monfenera)

·         07-11 Agosto (gita in Puglia)

·         01 Settembre (pellegrinaggio al Pasubio,monte Tomba, Cison di Valmarino)

·         08 Settembre ( passeggiata sui colli di Onigo)

·         21-22 Settembre (Festa di S. Maurizio e 50° Madrina)

·         26 Ottobre (un calcio al bisogno)

·         27 Ottobre (ADVAR a Treviso)

·         10 Novembre ( festa dell’unità Nazionale)

·         30 Novembre ( banco alimentare)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assemblea soci anno 2013

Lo scorso 13 gennaio 2013 si è tenuta presso la sede l’annuale assemblea dei soci, appuntamento durante.il quale, il nostro gruppo tira le somme dell’anno appena trascorso e si da un nuovo programma per l’anno nuovo.

Durante la  relazione esposta con il solito carisma alpino e familiare da parte del già rodato capogruppo Ciet Alessandro, è stato  illustrato il programma svolto dando la doverosa importanza soprattutto a quegli appuntamenti che ci hanno visti impegnati nel sociale, nel volontariato e nei rapporti con i nostri studenti delle scuole medie.

Oltre alle occasioni di rappresentanza di rito quali 25 aprile , 4 novembre ,l’adunata a Bolzano, il pellegrinaggio in Ortigara e la festa sul  Monfenera,  il gruppo ha partecipato attivamente a eventi nell’ambito sociale come la festa di primavera del primo aprile e la giornata ecologica programmate dal comune di Pederobba.

Ci sono stati anche impegni nel volontariato e nella solidarietà durante le iniziative che ci  vedono puntuali ogni anno nella vendita di colombe a favore dell’ADMO, nel fornire il caldo pasto durante la marcia dell’ADVAR a Treviso ,la raccolta di alimenti presso il supermercato Famila di Covolo a favore della Colletta alimentare oltre alle consuete opere di manutenzione presso l’eremo di S.Elena e il colle Liona.

I nostri rapporti di collaborazione con le scuole medie di Onigo si rinnovano ogni anno con l’uscita didattica sul Monte Grappa rivolta alle classi terze medie e con il finanziamento di un progetto didattico: quest’anno progetto teatrale dal titolo “te la do io l’ America” superbamente realizzato e interpretato dai ragazzi della scuola media con il prezioso apporto dei relativi docenti.

In occasione del triangolare un calcio al bisogno abbiamo avuto l’occasione di organizzare presso l’Istituto Comprensivo di Pederobba una proposta riflessiva agli studenti di terza media sul tema della legalità supportati dalla relazione dei magistrati RICCARDO ATANASIO (GIiudice del lavoro, Tribunale di Milano), ALBERTO NOBILI (Procuratore aggiunto, Procura di Milano), FRANCESCO VIGNOLI(Avvocatura dello Stato Milano)e dalla preziosa testimonianza dell’associazione Libera con un  suo  rappresentante…

Per aggiungere anche un po di cultura al nostro bagaglio oltre alle iniziative con la scuola abbiamo avuto l’onore e il piacere di promuovere la presentazione del libro, vincitore del premio Alpini Sempre.”La ragazza del mulo” scritto dal nostro socio Italo Zandonella.

Per completare il nostro impegno con le scuole , su richiesta espressa dalla 5^ classe dell’Istituto…….

Di Conegliano abbiamo accompagnato gli studenti di tale scuola lungo il sentiero delle trincee di Onigo

avvallando il loro impegno di esaltarne il loro valore storico e ambientale.

Quest’anno oltre alle iniziative di routine il nostro gruppo propone anche una gita in puglia di 5 giorni durante la quale saranno resi gli onori ai caduti presso il monumento di oltremare a Bari..

Dopo la relazione del capogruppo sottolineata dal largo consenso dei numerosi partecipanti si è data voce al resoconto finanziario.

La numerosa partecipazione all’assemblea ci da la sensazione che stiamo percorrendo la strada giusta visti soprattutto i risultati ottenuti nelle iniziative che si rivolgono in special modo  ai giovani a al volontariato

E’ per questo che anche per il nuovo anno sono state rinnovate le collaborazioni con istituto scolastico, comune e associazioni del territorio.

 

 

 

Gli Alpini e gli studenti lungo il sentiero delle trincee di Onigo

 

 

Il 4 ottobre scorso ci è giunta questa mail:

«Siamo degli studenti di 5 CA della scuola enologica GB Cerletti di Conegliano (TV).

Come progetto scolastico, abbiamo pensato alla valorizzazione del Sentiero delle Trincee di Onigo sia dal punto di vista ambientale che storico.

Siamo già entrati in contatto con il Comune che ci ha dato il via libera all' ideazione di questo progetto.

Abbiamo pensato di contattarvi per avere informazioni e materiali inerenti alle trincee, alla loro storia e al contesto paesaggistico in cui si trovano.

Siamo disponibili ad un eventuale incontro.

Vi ringraziamo sin da ora,

Distinti saluti, gli studenti della 5CA.»

 

La richiesta ci ha mandato in leggero panico! Non tutti, infatti, sanno la funzione che avevano le trincee di Onigo e coloro che forse le avevano frequentate, purtroppo. non ci sono più.

Ci siamo perciò rivolti all’alpino scrittore Italo Zandonella Callegher, il quale di buon grado ha accettato di addossarsi la parte didattica, raccogliendo più informazioni possibili. Come accompagnatore e guida è stato chiamato Tarcisio Sartor (esperto del GAMO e deux ex machina dell’itinerario che, con encomiabile dedizione, si è caricato l’onere di tenere costantemente puliti i sentieri dei nostri bei colli, comprese le trincee).

Abbiamo fissato dunque un appuntamento con gli studenti per il 12 dicembre 2012 presso la piazza del municipio.

Alle ore 9 ci siamo inoltrati lungo il percorso, passando per la Liona sopra la quale il GAMO (responsabile del sentiero) ha posizionato una “rosa dei venti” con le indicazioni di tutte le montagne, valli e colline che ci circondano.

Dopo brevi accenni sull’Eremo di Sant’Elena siamo saliti alle Mura Bastia (dove Italo ha descritto dettagliatamente la storia - un po’ trascurata - del castello che un tempo era appartenuto ai Conti da Onigo) e abbiamo preso il sentiero delle trincee vero e proprio.

Durante il percorso gli studenti, dimostratisi interessati oltre ogni aspettativa, hanno colto ogni aspetto del sentiero, dal valore storico a quello ambientale.

Di seguito ecco il resoconto della giornata che abbiamo ricevuto e le loro più che apprezzabili intenzioni.

 

«Visita guidata al sentiero delle trincee ad Onigo.

Siamo 12 ragazzi dell’Istituto Tecnico Agrario G. B. Cerletti di Conegliano frequentanti la classe 5^CA. Il nostro Piano Formativo prevede  due ore a settimana  dedicate all’area di progetto. Questa ci permette di  scegliere un progetto, attinente al nostro percorso di studio, di svolgerlo e presentarlo eventualmente ad enti a cui potrebbe interessare. Quest’anno la classe intende valorizzare il Sentiero delle Trincee di Onigo di Piave, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione dell’aspetto sia storico che paesaggistico per mantenere vivo il ricordo di ciò che è stato  senza rinunciare ad una piacevole passeggiata all’aria aperta. Il giorno 12 dicembre 2012 abbiamo avuto il primo approccio con il luogo grazie alla gentile collaborazione dello scrittore Italo Zandonella Callegher (GAMO e ANA), che ci ha accompagnati assieme ai signori Tarcisio Sartor (GAMO), Andrea Bozzoni (ANA) e Dennis Groppo (GGO) alla scoperta del percorso; grazie alla loro preparazione e passione abbiamo capito cosa fosse stato quel luogo al tempo della Prima Guerra Mondiale (e nell’antichità con il castello dei da Onigo).

Abbiamo percorso in circa due ore il Sentiero delle Trincee e il Sentiero dei Ronch durante il quale abbiamo conosciuto e annotato la principale vegetazione presente e abbiamo ascoltato quel che gli esperti ci spiegavano in modo chiaro e appassionato.

In seguito a ciò, sono nate diverse idee da parte nostra, come la cartellonistica storica da installare lungo il percorso, soffermandosi in luoghi caratteristici quali le postazioni dei cannoni, le gallerie sotterranee che servivano per i rifornimenti (munizioni, cibo) e la postazione delle sentinelle.

Per la sezione naturalistica, pensiamo di installare targhette di riconoscimento delle varie specie botaniche e simpatiche insegne per raccogliere la fauna tipica del luogo: durante la nostra escursione abbiamo incontrato tracce di gufi, lepri, caprioli, cinghiali e fagiani.

Questo progetto dev’essere pronto entro la fine di quest’anno scolastico e speriamo di attirare l’attenzione di chi potrebbe concretizzarlo con lo scopo di valutare l’ecosistema e  la memoria storica. Nel frattempo ringraziamo di cuore tutti coloro che ci aiutano a continuare il progetto e ci auguriamo di non deludere le aspettative. Un grazie speciale ad Italo e agli altri (compresi gli Alpini con il loro capogruppo Ciet per la simpatica ospitalità con panini ecc. nella bella sede).  

Martina Da Col e i Ragazzi della 5^CA.»

 

 

 

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE

DOMENICA 13 GENNAIO

ORE 9.00

IL GRUPPO ALPINI ONIGO

CONVOCA

PRESSO LA SEDE DEL GRUPPO

L’ASSEMBLEA  ANNUALE DEI SOCI

COL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO:

·        RELAZIONE DEL CAPO GRUPPO

·        RELAZIONE ECONOMICA

·        RINNOVO TESSERAMENTO

·        ISCRIZIONI PER IL PRANZO SOCIALE

·        VARIE ED EVENTUALI

L’assemblea avrà inizio alle ore 9,00 in prima convocazione (validità con presenza del 50%+1 dei soci) e alle 9,30 in seconda convocazione (validità con qualsiasi numero di soci)

Verranno altresì illustrati i tanti progetti programmati per il nuovo anno.

Vi aspetta tutti in sede e vi augura un felice Anno Nuovo

IL CAPO GRUPPO

Ciet Alessandro

 

  

 

 

 

 

Nel 2009 il libro La valanga di Selvapiana di Italo Zandonella Callegher (editore Corbaccio/Garzanti), vinse il Premio Gaeta e il Premio “Alpini Sempre”. Quest’ultimo è un premio voluto e organizzato dal Gruppo Alpini di Ponzone con l’appoggio della Sezione di Acqui Terme. Ora, 2012, lo stesso premio è stato assegnato a La ragazza del mulo (editore Mursia), sempre di Zandonella. Una bella soddisfazione, «…insperata, - dice l’autore - perché non è facile vincere due volte lo stesso premio.»
Mentre ne La valanga… si racconta la storia e le imprese degli Alpini sulla cima    Undici e sul Passo della Sentinella durante gli anni di guerra 1915-17, ne La    ragazza… si narrano le battaglie sanguinose combattute nello stesso periodo fra   italiani e austro-ungarici sulla Cresta di Confine, che era la terribile prima linea   dell’Alto Cadore. Ora è allo studio l’idea di concludere la trilogia narrando la   storia della Grande Guerra sulla Croda Rossa di Popèra.
 
La cerimonia di Ponzone si è svolta il 20 e 21 ottobre 2012 (organizzata   dall’efficiente alpino Sergio Zendale, segretario del Premio) ed è stata semplice, sentita e genuina come tutte le ricorrenze degli alpini.
 
Ponzone è un tranquillo e bellissimo paese turistico del Monferrato, in provincia di Alessandria, a due passi dalla celebre Acqui Terme di origini romane.
Nel pomeriggio del 20, dopo l’inaugurazione di una bella mostra su cimeli alpini, il Coro “Acqua ciara monferrina” della Sezione si è esibito in un repertorio di tutto rispetto, esibendo anche dei pezzi inediti e molto belli.
Il 21, alla presenza di autorità civili e militari, c’è stata la consegna del premio. Naturalmente graditissimo perché Zandonella lo riceveva per la seconda volta, perché la giuria è indipendente e non legata a interessi di parte, perché è un premio genuino e pulito, perché il vincitore è uno “da fuori” che non ha amici e non è un raccomandato.
 
Abbiamo fatto a Zandonella alcune domande che ci sembrano   utili e pertinenti:
 
Cosa si prova ad essere premiato per la seconda volta con un   premio così importante?
 
Molta soddisfazione e anche un po’ di incredulità vista la   difficoltà, oggi, di vincere un premio. Doppia contentezza,   dunque. Fra l’altro c’erano parecchi libri in concorso, fra cui   ben quattro dell’editore Mursia, tutti su argomenti di guerra e   con protagonisti anche gli alpini.
 
Quale è stata la sua reazione quando ha saputo del premio?
 
Reazione serena e tranquilla. Sono un montanaro e un alpino-alpinista, perciò tengo sempre i piedi ben piantati per terra. Tutto quello che arriva lo considero un valore aggiunto, da prendere certamente con gioia, ma moderata. Se uno crede di volare alto solo perché ha vinto qualche premio, è destinato a cadere e a farsi molto male…
 
Da quanto tempo aveva in mente di scrivere questo libro che lei considera la continuazione de La Valanga di Selvapiana?
 
In effetti è la continuazione. È il seguito di quel libro, che giunge nella narrazione fino al Passo di Montecroce Comélico mentre il secondo riparte da qui e va verso oriente. L’idea di continuare mi è venuta durante le ricerche per La valanga… Ho trovato molte similitudini con quella storia e mi pareva giusto raccontarla. Il settore di guerra è un altro, dall’altra parte della valle, con una geologia diversa e con soldati diversi. Alpini in Popèra, quasi tutti Fanti sulla Cresta di Confine. Ma il risultato è simile; una grande tragedia. Questo lavoro mi è costato anni di ricerca in Italia e in Austria, ma alla fine è scaturito un racconto che mi soddisfa, anche se duro e a tratti inverosimile. Tant’è che all’inizio del volume dico: “Scrivendo questo libro ho dovuto usare la testa per controllare il cuore”. Perché ho incontrato nella storia un mucchio di errori di valutazione, di crudeltà, di comandanti macellai e incapaci. E un mucchio di poveri cristi destinati alla carneficina.
Il libro contiene, come ideale filo conduttore fra tanta tragedia, anche una bella storia vera, d’amore e di morte. La protagonista è un’eroina locale che è poi la zia dell’autore. È la ragazza del mulo, appunto.
 
Quale è stato l'elemento scatenante che ha ispirato questa sua nuova opera?
 
La rabbia! Sembrerà strano ma è così. Rabbia verso coloro che non hanno mai ricordato questi sacrifici. Pensate che in quella particolare zona non c’è una Croce, né una lapide o un cippo di ricordo. Niente di niente. Forse perché erano “solo” poveri fanti del sud? Li avevano caricati su un treno in Basilicata dicendo di stare tranquilli che lassù potevano creare un avvenire. Tre giorni di strada ferrata e due di lungo cammino, siam giunti al Monte Cavallino… così diceva la canzone originale (che poi è stata modifica, non si sa perché, in Monte Canino).
Avevano creato apposta per loro la Brigata Basilicata per fare in modo che almeno si capissero; nessuno infatti parlava italiano, nessuno al nord li avrebbe capiti. Dal caldo al gelo in pochi giorni, con neve ancora alta e tanto freddo nelle ossa. Sono morti come mosche. Pochi sono ritornati nella loro terra.
Io, uomo nato nell’estremo lembo settentrionale d’Italia, ho sentito il bisogno di ricordare questi uomini che venivano dall’estremo lembo meridionale d’Italia. In barba alle battute sui meridionali e allo stupido razzismo di qualcuno. L’ho fatto con grande rispetto per tutti, ricordando che questi soldati sono saliti per aiutarci senza sapere neppure dov’era il Veneto, e tantomeno il Cadore, e chi era Cecco Beppe. Né potevano fare diversamente, sarebbero stati fucilati.
 
Ci racconti in breve del massacro di cui scrive
 
L’assurdità degli ordini, la scelleratezza di alcuni generali, la sete di sangue e di rivincita ha portato le nostre truppe al macello. 500 morti e feriti sul Cavallino nel giugno del 1915. Altri morti sul Palombino. 1000 morti e feriti il 4 agosto del 1915 sul famigerato Monte Roteck e altri 1000 in tre ore il 6 settembre successivo. Poi Caduti sui Frugnoni, sul Vanscuro, a Cima Vallona, sul Peralba. Una immensa catastrofe.
Altra vergogna: non si sono mai saputi i dati definitivi !!! Si presume che, nel breve scorrere di qualche mese del 1915, siano stati coinvolti solo in questo piccolo territorio circa 12.000 soldati fra morti, feriti, dispersi, prigionieri, di entrambi gli eserciti. Nell’indifferenza generale. Totalmente dimenticati! Forse volutamente dimenticati per nascondere l’assurdità degli “strani” comportamenti dei comandanti in capo.
Presto porteremo una Croce sul  Monte Roteck, in ritardo di quasi cento anni, ma la porteremo… A ricordo di tutti i Caduti italiani, austriaci, ungheresi, germanici, bavaresi, bosniaci, prigionieri russi e tanti altri.
 
 
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