21 e 22 SETTEMBRE

In occasione del 50° della nomina a madrina del gruppo di Raffaela Bogana

E dei festeggiamenti del Patrono San Maurizio gli alpini di Onigo organizzano due importanti eventi:

 clicca qui: Appuntamenti

 

Agosto in Puglia

Due sono gli avvenimenti che hanno caratterizzato le attività del gruppo nell’agosto appena trascorso:

 Domenica 4  con la tradizionale festa Della “Fameja Alpina”, un annuale appuntamento per un picnic sul Monfenera ,dove centinaia di persone,famiglie intere, si ritrovano per passare una giornata in allegria con gli alpini del gruppo di Onigo.

A seguito il 7 Agosto di buon mattino un pullman è partito  con a bordo 57 persone alpini e famigliari per una 5 giorni turistica attraverso i luoghi più significativi della Puglia e della Basilicata.

La variegata e allegra compagnia,che ha usufruito delle prime ore di viaggio per un breve riposino si è prontamente risvegliata a Loreto per la sosta pranzo e la visita obbligata al Santuario Mariano per proseguire poi verso

 San Giovanni Rotondo ,dove era previsto il pernottamento.

Il giorno seguente è stato dedicato alla visita del famoso Santuario di San Padre Pio dove si è  potuta ammirare la nuova chiesa progettata dal famoso architetto  Renzo Piano.

Lo sfarzo del luogo,non certamente ispirato alla indole di Padre Pio, ha lasciato alcuni perplessi,ma alla fine l’omaggio con fede alle Spoglie esposte del Santo è stato unanime.

Seconda meta e principale motivo della gita è stata la visita al Sacrario dei Caduti d’Oltremare a Bari,guidati da un espertissimo colonnello dove è stato reso  l’Onore a tutti i Caduti.

Dopo l’obbligatoria foto presso il Cippo degli Alpini,è stata la volta della  visita di Bari accompagnati da una esperta guida.

Trasferimento quindi i a Noci; punto di partenza per le successi ve escursioni.

Ad Alberobello, caratteristica cittadina, famosa per i trulli un produttore ha accolto la comitiva sulla sua terrazza dalla quale si è potuta  osservare, come in una cartolina , la cittadina con i suoi

caratteristici tetti a cono che dopo aver assaggiato i prelibati prodotti della sua azienda ha proceduto alla visita della città.

Il pomeriggio, il bellissimo sito dei Sassi di  Matera (Patrimonio dell’Unesco), ha accolto l’allegra brigata con una guida d’eccezione, il Professor Cappucci, insegnante all’istituto comprensivo di Pederobba, che grazie alla collaborazione alpini scuola , è stato  con il Capogruppo degli Alpini

Ciet il promotore e l’ideatore della gita stessa.

E’ stata l’escursione che più ha riscosso successo, grazie alla bravura e preparazione dimostrata dal professore che ha fatto da cicerone ai villeggianti attraverso gli stretti vicoli della città.

La serata è poi  trascorsa a Noci visitando in libera uscita il suo bel  centro storico

L’indomani immersi nei meandri della terra si sono potute ammirare le stalattiti e la stalagmiti delle grotte di Castellana, vere opere della natura,attraverso un percorso di più di tre chilometri.

Oramai contando le ore per il ritorno, al pomeriggio dopo aver visitato un frantoio artigianale per la produzione dell’olio di oliva, c’è stata la visita  con guida alla bianca Ostuni, cittadina situata sopra un colle, così definita per il tipico colore delle sue case.

L’addio serale a Noci è stato caratterizzato da una abbondante pioggia che non ha certo scoraggiato coloro che hanno ancora una volta visitare il centro.

Pronti i bagagli il mattino seguente la comitiva si è diretta verso casa con sosta a Torre delle Palme,paesino medioevale in provincia di Ascoli Piceno arroccato sopra un colle,per un lauto pranzo di pesce per poi risalire in pullman dopo una breve

visita al centro storico.

I trasferimenti in pullman attraverso il variegato panorama che offre la Puglia olivi vigneti, pale eoliche e meravigliose cittadine non hanno per nulla reso pesante il viaggio, grazie alla bravura del conducente e ai ragazzi Alessia , Giovanni  e Rebecca che hanno saputo allietare con sano spirito giovanile l’intera compagnia.

Un ringraziamento va certamente alla buona organizzazione della agenzia di viaggi ma un ringraziamento particolare va al nostro  capogruppo Ciet Alessandro che per mesi si è prodigato per la perfetta riuscita dell’avvenimento.

La prossima meta sarà la Sicilia?

La richiesta c’è, gli alpini pure…….

 

 

28 luglio 2013

In memoria di tutti i caduti.

In anteprima la croce in posa sul Monte Rosso (Roteck).

Il Gruppo Alpini Onigo parteciperà alla cerimonia della posa di una croce sul monte Rosso,Comelico Superiore, in onore di tutti i caduti della prima guerra, Italiani e Austriaci, fortemente voluta dal nostro socio e scrittore Italo Zandonella Callegher.

I gruppi o gli alpini singoli che volessero partecipare sono pregati di consultare direttamente l’alpino Zandonella  anche attraverso la mail

Di seguito le notizie utili per il viaggio e la cerimonia.

 

 

 

-Da Onigo al Passo di Monte Croce Comelico ci vogliono 2 ore di auto.
-Dal Passo a Nemes c'è un'ora di passeggiata su strada sterrata.
-Da Nemes alla cima del Roteck c'è un'ora di buon sentiero di montagna, senza precipizi, senza difficoltà, senza corde, ecc... Ricapitolando: da Onigo alla cima del Roteck ci voglionio 4 ore; il che significa che bisogna partire non dopo le ore 06 (ovviamente quelli ospitati la notte dagli alpini di Comelico Sup. avranno orari diversi. A questi ricordo che sarà da portare a Moso le damigiane per lo spuntino alpino; verranno portate su con una jeep).
-Sulla cima ci saranno due parole di circostanza e la Messa officiata alle 11 da don Luciano della parrocchia di San Donà; saranno presenti due nostri alpini nella divida dell'epoca (Luigino e un altro) e due di Sesto in divida d'epoca (kaiserjager). Ci sarà la banda di Sesto. Se ci saranno coristi a sufficienza (Coro voce alpina, Coro Cai Camposanpiero, coro locale, ecc) si potrà cantare la Montanara e Signore delle Cime.
-Dopo la cerimonia si ritorna tutti a Nemes, nei pressi della malga/rifugio dove si terrà lo spuntino alpino (vino rosso e bianco, pane, sopressa, formaggi, ecc).
-Da tenere presente che in caso di cattivo tempo la cerimonia sarà spostata all'11 agosto e gli interessati verranno informati.

LE BATTAGLIE SUL MONTE ROSSO-ROTECK

4 agosto 1915 e 6 settembre 1915

 COL QUATERNA dal Monte Rosso. Era occupato dagli italiani

 

 

Alcune note a margine della posa di una Croce di legno sulla vetta del Monte Rosso è d’obbligo.

Innanzitutto perché una Croce? Perché non si messa prima? Chi ricorda? Alpini o Fanti?

Rispondo subito alle domande partendo dalle ultime per alleggerire le attese. Ricorda tutti i Caduti, di tutti i Corpi, italiani e austro-ungarici, e anche tedeschi, bosniaci, ungheresi, prigionieri russi, ecc…

Non si è messa prima perché tutta la faccenda è passata vergognosamente “in batteria”, dimenticata, snobbata, addirittura ridicolizzata. È venuta a galla durante le ricerche per il libro La ragazza del mulo e quindi fatta conoscere. Si è deciso di porre una semplice Croce di legno (e non un cippo, per esempio), senza fronzoli e senza frasi retoriche che oggi non troverebbero accoglienza. Ci sarà una semplice targa bilingue ai piedi del simbolo, posato questo, su basamento di rocce vulcaniche del luogo.

 

Cos’è successo sul Roteck quasi cento anni fa?

 

 Tenterò di spiegare in poche righe quanto è accaduto nelle due battaglie del 4 agosto 1915 e del 6 settembre 1915.

Il Roteck, cocuzzolo che pare insignificante, sta in una posizione dominante ed era allora in pieno territorio austriaco, quindi occupato da soldati austro-ungarici. Prenderlo significava togliersi una grossa spina nel fianco perché da lassù gli austriaci potevano spiare tutte le posizioni italiane dei Frugnoni, del Quaternà, della Vallorèra, di Monte Croce, di Forcella Popèra e, cosa ancor più grave, potevano bombardare Pàdola e Dosoledo di Comélico. Bisognava conquistarlo a tutti i costi. Per farlo bisognava scendere dal Quaternà fino al Rio di Confine (il torrente Pàdola presso Nemes), traversare la vallata di Nemes e risalire i fianchi meridionali del Roteck fino alla vetta, in un ambiente completamente scoperto, senza un albero, senza un masso dietro cui nascondersi, senza nessuna protezione.  

Monte Rosso Roteck ( La battaglia del 4 Agosto 1915)

 

Il primo attacco ebbe inizio alle ore 2 del 4 agosto sotto un vento micidiale, con il torrente in piena, in un ambiente da inferno dantesco. I nostri riuscirono, chissà come, a giungere d’improvviso fino in cima, occuparono le trincee e i baraccamenti e resistettero agli austriaci, nel frattempo aiutati da rinforzi giunti da un loro vicino baraccamento, per otto ore. I soldati, tutti fanti del 92° Brigata Basilicata, perso il loro comandante non sapevano più cosa fare. Infine un gruppo di loro fu colpito da una granata austriaca che ne decimò un centinaio. A questo punto ci fu la ritirata, la disfatta completa. Rimasero sul campo, fra le rocce e la neve, oltre 500 soldati italiani fra morti e feriti gravi.

Monte Rosso Roteck (la battaglia del 6 settembre 1915)

 

Come non bastasse questa lezione giunse, il 6 settembre 1915, l’ordine di ripetere l’operazione. MONTE_ROSSO-ROTECK,_la_battaglia_del_6_settembre_1915_

Questa volta con forze maggiori formate da fanti del 91° e 92° Brigata Basilicata e della Brigata Marche, contro Landsturm, Standschützen, Bavaresi e soldati dei Btg. Sillian, Silz e Innsbruck. In sostanza 33 batterie italiane contro 19 compagnie austro-ungariche. La vittoria sembrava certa. Ma non si era tenuto conto della conformazione del terreno: chi era in alto (come gli austriaci) poteva vincere anche se le forze italiane fossero state 10 contro uno. Fu una disfatta memorabile. 1270 italiani restarono sul campo in meno di tre ore. Pochi i morti austriaci. Questi però pagarono molto caro il loro contributo: circa 2000 soldati perirono sotto le valanghe.

Si stima che i morti, da fucile e da valanga, arrivino alla straordinaria cifra di 4000 Caduti.

Nell’indifferenza generale, nel silenzio totale.

Ora questa Croce servirà a ricordare chi “è andato avanti”…

 


 

 

 
 

Monte Rosso (Roteck)

 

28 Luglio 2013.

 Una Croce sul Monte Rosso-Roteck come ce ne sono tante sulle nostre montagne; “anche troppe ha azzardato qualcuno, ma proprio per una Croce gli Alpini di Onigo si sono mobilitati.

La Croce posta sopra il Monte Rosso è un simbolo di unità e fratellanza poiché rappresenta tutti i Caduti sia Italiani che austro-ungarici che si sono scontrati nelle battaglie del 4 agosto e 6 settembre del 1915  per la conquista di questa vetta .Finora mai nessuno aveva pensato di onorare questi morti, anche perché non erano Alpini, e allora? (Vergogna)

Erano dei fanti arrivati dal sud senza equipaggiamento adeguato e senza armamenti eppure destinati al massacro per una strategia che, ora, definire insensata è dire poco.

Sono morti dall’una e dall’altra parte convinti dei loro ideali patriottici e per questo degni di ogni rispetto e di ogni onore.Ci sono voluti quasi cento anni perché la penna di uno scrittore come Italo Zandonella Callegher dopo lunghe ricerche per il suo libro (LA RAGAZZA DEL MULO) ricordasse queste battaglie sulle Creste di Confine e venissero alla luce gli episodi cruenti che le hanno caratterizzate.Il Gruppo Alpini di Onigo, proprio grazie al suo socio scrittore, ha volentieri e con entusiasmo partecipato all’evento.

Due anni fa, durante una escursione, Zandonella vide sopra il monte come monumento una “Croce” (dura definirla così), contorta, unsemplice palo conficcato nel terreno. Per questo, dopo aver scoperto la verità, si è battuto con forza presso il Comune di Sesto Pusteria affinché venisse posta sul monte una Croce, seppure sobria, di legno, ma croce vera, a ricordo.Così èstato.                                       

      La cerimonia molto intima si è svolta in presenza del Sindaco di Sesto e della vicesindaco di Comelico Superiore, di alcuni rappresentanti Austriaci, dei vessilli della Sezione di Treviso con il suo Presidente Panno, di Comelico Superiore, dei Gagliardetti degli Alpini di Onigo e Pederobba e vari gagliardetti della zona.La messa è stata celebrata da Don Luciano, parroco di San Donà, Amico di Italo Zandonella, il quale ha più volte auspicato che quella Croce sia monito per i futuri perché quanto successo non avvenga mai più.

E’ quello che tutti desiderano, ma se  le barriere fisiche si sono finalmente smantellate, quelle ideologiche e intellettuali sono ancora lungi da essere demolite.               

A dire la verità è stata una salita dura per chi ha partecipato ma la fatica è stata assopita dalla consapevolezza del valore di questa iniziativa.Resterà nei nostri ricordi come momento di meditazione.

 

 

Don Luciano durante la SS. Messa.

Un ringraziamento particolare va agli Alpini di Comelico Superiore che ci hanno ospitato presso la loro sede di Padula fin dal sabato pomeriggio.offrendoci una lauta cena e concedendoci la stessa per dormire la notte.La domenica ci siamo portati al passo Monte Croce Comelico in macchina per poi salire a piedi verso la Malga/rifugio di Nemes; qui una breve sosta per poi salire per una erta, piuttosto faticosa per chi non è allenato, fino alla cima del Monte Rosso.Al ritorno di nuovo sosta presso Nemes per un gradito rinfresco e quindi ritorno a casa.

  

Gli amici Alpini del Gruppo Comelico Superiore di Padula.

 

 

 

 

 

Pensando al nostro futuro

(il Gruppo è sempre in prima fila)

Nel tempo tutto ciò che riguarda gli Alpini sarà solo un remoto ricordo, sarà come aver assistito ad un fenomeno culturale e militare che molti avevano preso come esempio di solidarietà, amicizia e operosità.

Sarà come aver vissuto un fiabesco romanzo.

L’Alpino però non può e non vuole che i sentimenti a lui più cari come l’attaccamento alla propria storia,alla propria Patria e l’orgoglio di essere Italiano cadano nel vuoto dell’oblio.

Il progressivo cancellamento della leva obbligatoria ha fatto sì che il Corpo degli Alpini stia perdendo quei valori tanto cari alla nostra associazione (l’A.N.A.) tanto amata ed esaltata da tutti.

Perché almeno il ricordo di questi valori e della nostra storia resti indelebile nella mente delle future generazioni, gli  Alpini del gruppo Onigo hanno intrapreso da alcuni anni una proficua collaborazione con le scuole medie del territorio.

Il culmine della collaborazione è certamente il pellegrinaggio, che il gruppo offre ai ragazzi delle terze medie,a Cima Grappa,dove possono dal vivo apprendere la storia del nostro martoriato territorio.( Quest’anno annullato purtroppo per il maltempo).

Un ringraziamento particolare va sicuramente al nostro socio scrittore Italo Zzandonella Callegher,che in anteprima illustra con documenti storici i momenti più significativi delle

battaglie svoltisi nel nostro territorio durante la Grande Guerra.

La sponsorizzazione di alcune iniziative delle scuole medie, porgendo loro appoggio logistico e organizzativo,è per il gruppo un modo coerente con la propria storia di essere vicino alla comunità e ai propri ragazzi.

Il nostro impegno trova particolare apprezzamento durante la “Festa di Primavera“,organizzata dal Comune di Pederobba giunta quest’anno alla ottava edizione,durante la quale in collaborazione  con gli istituti comprensivi di Pederobba e Sernaglia Della Battaglia, viene indetto un concorso di pittura a tecnica libera con il titolo “Fiori e Colori” dedicato appunto alla primavera.

Più che un concorso è un modo di raggruppare più ragazzi possibile e infondere loro lo spirito di collaborazione e di umiltà proprio degli alpini.

Tutti bravi, tutti vincitori gli 82 ragazzi delle medie che per nostra soddisfazione e dei professori, hanno partecipato al concorso,che ha visto la luce  tre anni fa con la presenza di 25 alunni diventati poi 57l’anno successivo  per diventare quest’anno 82 come si è già detto.

Un ringraziamento particolare va ai professori di tecnica Giotto e Cunial rispettivamente docenti presso l’istituto comprensivo di Sernaglia e di Pederobba.

Alcuni ragazzi sono stati premiati ma poco conta poiché ognuno sicuramente ha espresso secondo le proprie capacità e il proprio sentimento ciò che la Primavera gli ha ispirato.

No ci resta che ringraziare i ragazzi per il loro contributo.

Arrivederci al prossimo anno.

 
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