Andiamo verso la fine dell’anno 2013,

                  il gruppo alpini Onigo si appresta a tirare le somme  di una annata piena di impegni e avvenimenti.

Non possiamo dimenticarci dell’apporto dato al volontariato, partendo dalla giornata ecologica in collaborazione col Comune di Pederobba alla partita a favore della distrofia muscolare  “Un calcio al bisogno”, torneo quadrangolare con la presenza della Nazionale Italiana Magistrati,dall’appoggio logistico a l’A.D.V.A.R.( organismo volontario per l’assistenza domiciliare ai malati di Cancro, nonché titolare della “Casa dei Gelsi” che accoglie i malati terminali per condurli serenamente verso il loro destino,)al banco alimentare per la raccolta di generi di prima necessità a favore dei più indigenti.

Ultimi atti avvicinandoci al Natale non è mancato l’allestimento del tradizionale Presepe Parrocchiale presso la chiesa di Onigo e il Presepe sulla Liona che ha la caratteristica di originalità essendo composto da figure in legno compensato ,costruito decenni fa dagli alunni della scuola media.

Novità assoluta quest’anno è stata la sorveglianza all’ossario del monte Grappa che ha impegnato per due giorni alcuni  alpini del nostro gruppo

Non sono mancati momenti di aggregazione come il pranzo sociale o l’annuale appuntamento sul Monfenera per la festa della Fameja Alpina ,che vede centinaia di persone ritrovarsi per una giornata all’insegna dell’allegria e dell’amicizia per ultima non meno importante la festa per il 50° anniversario della nomina a madrina del gruppo di Raffaela Bogana.

Passando alle cerimonie ufficiali c’è da sottolineare la costante presenza del gagliardetto alle cerimonie pubbliche da quelle a Cison di Valmarino presso il Bosco delle penne mozze,a quelle sul Grappa e sul Monte Tomba  e ai vari inviti presso i gruppi della sezione, e non meno importanti le presenze ai funerali degli alpini che sono andati avanti , a qualsiasi gruppo essi appartenessero.

Sarebbe lungo descrivere la collaborazione con le varie associazioni del territorio che si sono succedute durante l’anno,poiché gli impegni del gruppo sono stati tanti, ma riprendendo il nostro motto:

AVANTI SEMPRE;”Fin che avon fià

IL GRUPPO ALPINI ONIGO

 

AUGURA A TUTTI

BUON NATALE

E

UN FELICE 2014 

 

La Madrina: 50 anni dopo la nomina

 

Il 10 Novembre 1963 alla presenza di più di mille penne nere veniva inaugurato il nuovo Gagliardetto del Gruppo Alpini Onigo, tenuto a battesimo dalla signora Raffaela Bogana, nominata madrina del gruppo. Nel contempo ci fu il passaggio dalla Sezione di Valdobbiadene alla Sezione di Treviso.

Settembre 2013. Sono passati 50 anni dalla sua nomina e gli alpini di Onigo hanno programmato una due giorni con due importanti manifestazioni.

La prima si è tenuta il 21 settembre con una serata dedicata alle donne, curata e condotta dal socio alpino e scrittore Italo Zandonella Callegher, dal titolo “Odissea nello spazio femminile”. Impegnato in accurate ricerche, Italo ha illustrato la donna in tutta la sua essenza: dall’amore, all’eroismo, al sacrificio, all’abnegazione, ecc. Il Coro Voce Alpina ha accompagnato da par suo lo svolgersi del programma. È stato un intenso lavoro di ricerca e di raccolta di foto storiche e filmati inediti, suddiviso in undici capitoli che evocavano le donne più famose della storia dalla Madonna madre di tutte le Madri, a Giovanna d’Arco; da Mata Hari alle donne coraggiose; dalle donne soldato alle eroine; dalle amanti e prostitute alle coraggiose partigiane, dalle crocerossine alle alpiniste…

L’evento si è svolto presso la palestra comunale di Onigo alla presenza di un numeroso pubblico. Durante la serata hanno preso la parola il capogruppo Alessandro Ciet, il presidente della sezione di Treviso Raffaele Panno e il sindaco di Pederobba Raffaele Baratto che hanno rivolto il loro saluto ai presenti, in particolar modo alla Madrina e agli alpini ribadendo ancora una volta i valori etici e morali che rappresentano, elementi che arricchiscono e rinforzano lo spirito dell’associazione.

Il 22 settembre, festa del Patrono San Maurizio, la giornata ha visto impegnato il gruppo in una serie di avvenimenti che avevano lo scopo di rendere omaggio ai 50 anni della Madrina. Anni durante i quali

 Raffaella ha sempre dimostrato grande attaccamento e sincera fedeltà.

Commovente partecipazione dell’allora capogruppo Paolo Pandolfo e dei tre alpini che nel 1963 prestavano servizio militare e ricevettero una licenza per sovrintendere al “debutto” del nuovo gagliardetto.

La giornata è iniziata con l’ammassamento presso la sede e dalla benedizione del monumento presso la stessa. Il monumento è composto da un masso raccolto sui nostri colli con sopra un cappello alpino e una targa donata dalla Madrina in occasione dell’ottantesimo della fondazione del gruppo.

È seguita una nutrita e perfetta sfilata per le vie cittadine preceduta dalla banda musicale di Pederobba fino al monumento ai Caduti che raccoglie al suo interno un’urna con terra di Russia a memoria di tutti i militari dispersi in quel suolo di triste memoria.

Dopo l’alzabandiera e l’onore ai caduti con la deposizione di una corona d’alloro, la sfilata è proseguita verso la chiesa Parrocchiale dove don Luigi ha celebrato la SS. Messa in onore del Patrono Maurizio.

La giornata si è conclusa con un pranzo durante il quale la Madrina è stata omaggiata con una spilla e una pergamena come ringraziamento per la sua dedizione e la sua costante presenza all’interno del gruppo.

Sono state due giornate che ancora una volta hanno dimostrato che quando l’alpino si muove sa coinvolgere con il suo entusiasmo e il suo spirito di aggregazione l’intera comunità.

Ringraziamenti particolari vanno alla Madrina Raffaela, allo scrittore Alpino Italo Zandonella Callegher, al nostro capogruppo Alessandro Ciet, al sindaco Raffaele Baratto, al Presidente Panno, alla banda musicale di Pederobba, al Coro Voce Alpina e a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione.

 

 

 

21 e 22 SETTEMBRE

In occasione del 50° della nomina a madrina del gruppo di Raffaela Bogana

E dei festeggiamenti del Patrono San Maurizio gli alpini di Onigo organizzano due importanti eventi:

 clicca qui: Appuntamenti

 

Agosto in Puglia

Due sono gli avvenimenti che hanno caratterizzato le attività del gruppo nell’agosto appena trascorso:

 Domenica 4  con la tradizionale festa Della “Fameja Alpina”, un annuale appuntamento per un picnic sul Monfenera ,dove centinaia di persone,famiglie intere, si ritrovano per passare una giornata in allegria con gli alpini del gruppo di Onigo.

A seguito il 7 Agosto di buon mattino un pullman è partito  con a bordo 57 persone alpini e famigliari per una 5 giorni turistica attraverso i luoghi più significativi della Puglia e della Basilicata.

La variegata e allegra compagnia,che ha usufruito delle prime ore di viaggio per un breve riposino si è prontamente risvegliata a Loreto per la sosta pranzo e la visita obbligata al Santuario Mariano per proseguire poi verso

 San Giovanni Rotondo ,dove era previsto il pernottamento.

Il giorno seguente è stato dedicato alla visita del famoso Santuario di San Padre Pio dove si è  potuta ammirare la nuova chiesa progettata dal famoso architetto  Renzo Piano.

Lo sfarzo del luogo,non certamente ispirato alla indole di Padre Pio, ha lasciato alcuni perplessi,ma alla fine l’omaggio con fede alle Spoglie esposte del Santo è stato unanime.

Seconda meta e principale motivo della gita è stata la visita al Sacrario dei Caduti d’Oltremare a Bari,guidati da un espertissimo colonnello dove è stato reso  l’Onore a tutti i Caduti.

Dopo l’obbligatoria foto presso il Cippo degli Alpini,è stata la volta della  visita di Bari accompagnati da una esperta guida.

Trasferimento quindi i a Noci; punto di partenza per le successi ve escursioni.

Ad Alberobello, caratteristica cittadina, famosa per i trulli un produttore ha accolto la comitiva sulla sua terrazza dalla quale si è potuta  osservare, come in una cartolina , la cittadina con i suoi

caratteristici tetti a cono che dopo aver assaggiato i prelibati prodotti della sua azienda ha proceduto alla visita della città.

Il pomeriggio, il bellissimo sito dei Sassi di  Matera (Patrimonio dell’Unesco), ha accolto l’allegra brigata con una guida d’eccezione, il Professor Cappucci, insegnante all’istituto comprensivo di Pederobba, che grazie alla collaborazione alpini scuola , è stato  con il Capogruppo degli Alpini

Ciet il promotore e l’ideatore della gita stessa.

E’ stata l’escursione che più ha riscosso successo, grazie alla bravura e preparazione dimostrata dal professore che ha fatto da cicerone ai villeggianti attraverso gli stretti vicoli della città.

La serata è poi  trascorsa a Noci visitando in libera uscita il suo bel  centro storico

L’indomani immersi nei meandri della terra si sono potute ammirare le stalattiti e la stalagmiti delle grotte di Castellana, vere opere della natura,attraverso un percorso di più di tre chilometri.

Oramai contando le ore per il ritorno, al pomeriggio dopo aver visitato un frantoio artigianale per la produzione dell’olio di oliva, c’è stata la visita  con guida alla bianca Ostuni, cittadina situata sopra un colle, così definita per il tipico colore delle sue case.

L’addio serale a Noci è stato caratterizzato da una abbondante pioggia che non ha certo scoraggiato coloro che hanno ancora una volta visitare il centro.

Pronti i bagagli il mattino seguente la comitiva si è diretta verso casa con sosta a Torre delle Palme,paesino medioevale in provincia di Ascoli Piceno arroccato sopra un colle,per un lauto pranzo di pesce per poi risalire in pullman dopo una breve

visita al centro storico.

I trasferimenti in pullman attraverso il variegato panorama che offre la Puglia olivi vigneti, pale eoliche e meravigliose cittadine non hanno per nulla reso pesante il viaggio, grazie alla bravura del conducente e ai ragazzi Alessia , Giovanni  e Rebecca che hanno saputo allietare con sano spirito giovanile l’intera compagnia.

Un ringraziamento va certamente alla buona organizzazione della agenzia di viaggi ma un ringraziamento particolare va al nostro  capogruppo Ciet Alessandro che per mesi si è prodigato per la perfetta riuscita dell’avvenimento.

La prossima meta sarà la Sicilia?

La richiesta c’è, gli alpini pure…….

 

 

28 luglio 2013

In memoria di tutti i caduti.

In anteprima la croce in posa sul Monte Rosso (Roteck).

Il Gruppo Alpini Onigo parteciperà alla cerimonia della posa di una croce sul monte Rosso,Comelico Superiore, in onore di tutti i caduti della prima guerra, Italiani e Austriaci, fortemente voluta dal nostro socio e scrittore Italo Zandonella Callegher.

I gruppi o gli alpini singoli che volessero partecipare sono pregati di consultare direttamente l’alpino Zandonella  anche attraverso la mail

Di seguito le notizie utili per il viaggio e la cerimonia.

 

 

 

-Da Onigo al Passo di Monte Croce Comelico ci vogliono 2 ore di auto.
-Dal Passo a Nemes c'è un'ora di passeggiata su strada sterrata.
-Da Nemes alla cima del Roteck c'è un'ora di buon sentiero di montagna, senza precipizi, senza difficoltà, senza corde, ecc... Ricapitolando: da Onigo alla cima del Roteck ci voglionio 4 ore; il che significa che bisogna partire non dopo le ore 06 (ovviamente quelli ospitati la notte dagli alpini di Comelico Sup. avranno orari diversi. A questi ricordo che sarà da portare a Moso le damigiane per lo spuntino alpino; verranno portate su con una jeep).
-Sulla cima ci saranno due parole di circostanza e la Messa officiata alle 11 da don Luciano della parrocchia di San Donà; saranno presenti due nostri alpini nella divida dell'epoca (Luigino e un altro) e due di Sesto in divida d'epoca (kaiserjager). Ci sarà la banda di Sesto. Se ci saranno coristi a sufficienza (Coro voce alpina, Coro Cai Camposanpiero, coro locale, ecc) si potrà cantare la Montanara e Signore delle Cime.
-Dopo la cerimonia si ritorna tutti a Nemes, nei pressi della malga/rifugio dove si terrà lo spuntino alpino (vino rosso e bianco, pane, sopressa, formaggi, ecc).
-Da tenere presente che in caso di cattivo tempo la cerimonia sarà spostata all'11 agosto e gli interessati verranno informati.

LE BATTAGLIE SUL MONTE ROSSO-ROTECK

4 agosto 1915 e 6 settembre 1915

 COL QUATERNA dal Monte Rosso. Era occupato dagli italiani

 

 

Alcune note a margine della posa di una Croce di legno sulla vetta del Monte Rosso è d’obbligo.

Innanzitutto perché una Croce? Perché non si messa prima? Chi ricorda? Alpini o Fanti?

Rispondo subito alle domande partendo dalle ultime per alleggerire le attese. Ricorda tutti i Caduti, di tutti i Corpi, italiani e austro-ungarici, e anche tedeschi, bosniaci, ungheresi, prigionieri russi, ecc…

Non si è messa prima perché tutta la faccenda è passata vergognosamente “in batteria”, dimenticata, snobbata, addirittura ridicolizzata. È venuta a galla durante le ricerche per il libro La ragazza del mulo e quindi fatta conoscere. Si è deciso di porre una semplice Croce di legno (e non un cippo, per esempio), senza fronzoli e senza frasi retoriche che oggi non troverebbero accoglienza. Ci sarà una semplice targa bilingue ai piedi del simbolo, posato questo, su basamento di rocce vulcaniche del luogo.

 

Cos’è successo sul Roteck quasi cento anni fa?

 

 Tenterò di spiegare in poche righe quanto è accaduto nelle due battaglie del 4 agosto 1915 e del 6 settembre 1915.

Il Roteck, cocuzzolo che pare insignificante, sta in una posizione dominante ed era allora in pieno territorio austriaco, quindi occupato da soldati austro-ungarici. Prenderlo significava togliersi una grossa spina nel fianco perché da lassù gli austriaci potevano spiare tutte le posizioni italiane dei Frugnoni, del Quaternà, della Vallorèra, di Monte Croce, di Forcella Popèra e, cosa ancor più grave, potevano bombardare Pàdola e Dosoledo di Comélico. Bisognava conquistarlo a tutti i costi. Per farlo bisognava scendere dal Quaternà fino al Rio di Confine (il torrente Pàdola presso Nemes), traversare la vallata di Nemes e risalire i fianchi meridionali del Roteck fino alla vetta, in un ambiente completamente scoperto, senza un albero, senza un masso dietro cui nascondersi, senza nessuna protezione.  

Monte Rosso Roteck ( La battaglia del 4 Agosto 1915)

 

Il primo attacco ebbe inizio alle ore 2 del 4 agosto sotto un vento micidiale, con il torrente in piena, in un ambiente da inferno dantesco. I nostri riuscirono, chissà come, a giungere d’improvviso fino in cima, occuparono le trincee e i baraccamenti e resistettero agli austriaci, nel frattempo aiutati da rinforzi giunti da un loro vicino baraccamento, per otto ore. I soldati, tutti fanti del 92° Brigata Basilicata, perso il loro comandante non sapevano più cosa fare. Infine un gruppo di loro fu colpito da una granata austriaca che ne decimò un centinaio. A questo punto ci fu la ritirata, la disfatta completa. Rimasero sul campo, fra le rocce e la neve, oltre 500 soldati italiani fra morti e feriti gravi.

Monte Rosso Roteck (la battaglia del 6 settembre 1915)

 

Come non bastasse questa lezione giunse, il 6 settembre 1915, l’ordine di ripetere l’operazione. MONTE_ROSSO-ROTECK,_la_battaglia_del_6_settembre_1915_

Questa volta con forze maggiori formate da fanti del 91° e 92° Brigata Basilicata e della Brigata Marche, contro Landsturm, Standschützen, Bavaresi e soldati dei Btg. Sillian, Silz e Innsbruck. In sostanza 33 batterie italiane contro 19 compagnie austro-ungariche. La vittoria sembrava certa. Ma non si era tenuto conto della conformazione del terreno: chi era in alto (come gli austriaci) poteva vincere anche se le forze italiane fossero state 10 contro uno. Fu una disfatta memorabile. 1270 italiani restarono sul campo in meno di tre ore. Pochi i morti austriaci. Questi però pagarono molto caro il loro contributo: circa 2000 soldati perirono sotto le valanghe.

Si stima che i morti, da fucile e da valanga, arrivino alla straordinaria cifra di 4000 Caduti.

Nell’indifferenza generale, nel silenzio totale.

Ora questa Croce servirà a ricordare chi “è andato avanti”…

 


 

 

 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
Pagina 5 di 10