Due corriere cariche di ragazzi della terza media di Onigo salgono sbuffando lungo le rampe della Strada Cadorna verso la cima del Monte Grappa. È il sabato 29 maggio 2010. Con loro ci sono gli onnipresenti e solerti professori che li hanno seguiti con professionalità lungo tutto l’arco dell’anno scolastico e, in ordine sparso, anche una nutrita schiera di “vecchi” alpini, quelli del Gruppo di Onigo che quest’anno festeggiano gli Ottanta anni di vita e della loro intensa attività. Hanno voluto questo incontro con le scuole, ed altri,  proprio per trasmettere l’alpinità del loro sentire. Che non significa solo festa e amicizia, ma anche cultura, altruismo, solidarietà, aiuto e collaborazione con enti e associazioni, oltre a mille altre cose ancora. Passato e presente insieme, dunque, per una visita di apprendimento e di semina storiografica in uno dei luoghi più celebrati e tragici della Grande Guerra. Un baluardo, quello del Grappa che, al di là di trite e ritrite retoriche che oggi non hanno senso, resterà per sempre nel cuore degli italiani.
Il tempo non è dei migliori, calano le nebbie sulla cima e il famoso panorama del Grappa rimane nella fantasia di ognuno. Ma, appena giunti, ci pensano gli amici “con il cappello” a distogliere la nutrita schiera - circa ottanta partecipanti - con una colazione “alpina” che sarà da ricordare. Pane fresco e ancora caldo di forno, sopressa del nonno, bevande soft per gli studenti e (naturalmente) prosecco per gli alpini.


Dopo una breve introduzione storica da parte di un “vecio col capèl”, la visita all’Ossario diventa un momento che i ragazzi hanno vissuto con grande serietà e attenzione. Lodevole la loro educazione, quasi “devoto” il silenzio nel luogo sacro, commovente il rispetto dei cimeli, sentito il ricordo dei Caduti. Veramente molto bravi ! È stato un piacere accompagnarli e gli alpini del Gruppo di Onigo auspicano il ripetersi di simili esperienze. Ed ecco cosa abbiamo visto.

Il Cimitero Monumentale è stato costruito nel 1935 ed è formato da cinque gradoni, con numerosi loculi coperti da una targa di bronzo; dentro ci sono i resti dei caduti; 100 ignoti nei loculi grandi, uno noto in ciascuno di quelli piccoli. Nel cimitero italiano ci sono i resti di 10.332 soldati ignoti e 2.283 noti. Al quinto gradone c’è la tomba del generale Gaetano Giardino, comandante dell’Armata del Grappa dall’aprile del 1918. Poco oltre sorge il Sacello della Madonnina del Grappa, posta sul luogo nel 1901 e ferita da una granata il 14 gennaio 1918, poi decorata di medaglia al valor militare. All’interno c’è un altare donato da papa Benedetto XV, una Via Crucis del Castglioni e un busto del papa Pio X.
La Via Eroica si distende dolcemente per 300 metri verso la cima, fiancheggiata da 14 cippi con i nomi, scolpiti nella pietra, dei luoghi resi famosi dalle battaglie.
Il Portale di Roma si erge massiccio in fondo alla Via Eroica; è un edificio che avrebbe dovuto ospitare un museo di 350 metri quadri (non possibile causa umidità) e che ha sul terrazzo una grande targa topografica in bronzo. La sua valenza è stata spiegata da un altro alpino a conoscenza dei fatti.
Il Cimitero austro-ungarico sta un po’ dietro e si affaccia sul declivio. Anche esso ha numerosi loculi coperti da targhe di bronzo con incisi i nomi dei Caduti. Essi sono: 10.000 ignoti e solamente 295 noti.
In totale, dunque, sulla vetta del Monte Grappa riposano 22.910 Caduti, di cui 20.332 ignoti e 2.578 noti. Una vera carneficina. Un affronto alla logica della vita e della pace.
La Galleria Vittorio Emanuele III. La visita a questa opera diventa un momento di moderato svago con uso di torce elettriche e una buona dose di buonumore. Abbiamo percorso solo 800 metri, ma la galleria centrale è lunga oltre 1500 metri e raggiunge addirittura i 5132 metri con le diramazioni laterali. In guerra c’erano 23 batterie, 92 cannoni, 70 mitragliatrici, 6 fotoelettriche; e poi osservatori, telefoni, servizi logistici, impianti elettrogeni per illuminazione, ventilatori, protezioni gas, serbatoi d’acqua, viveri, munizioni, dormitori, ecc; tutto per una autonomia di 15 giorni. Per costruirla ci lavorarono 600 uomini, giorno e notte, per circa 200 giorni.
Il Museo storico della Grande Guerra si apre sul piazzale alla base dell’Ossario con alcuni cimeli in mostra (pochi, in verità). 
Un filmato storico sulla battaglia del Grappa, originale e molto interessante, si è potuto vedere un una sala che si affaccia sul piazzale. Un riepilogo di quanto visto e sentito precedentemente.

Poteva bastare così per chiudere in bellezza una giornata diversa. Invece tutto è finito a “tarallucci e vino e acqua” nella sede degli alpini di Pederobba che, con grande generosità, amicizia e collaborazione, hanno offerto un pranzetto condito con tutti i sacri crismi dell’ospitalità alpina.
Noi del Gruppo alpini ci siamo trovati benissimo con i ragazzi e con i professori della terza media di Onigo; se anche loro si sono trovati bene con noi, ecco che un giorno qualsiasi della nostra vita, spesso resa ansiosa dallo studio o dal lavoro, si è tramutato in un giorno sereno. Come quello delle fiabe …
Cosa vuoi di più da un alpino ?!


Italo Zandonella Callegher