La madrina

Una vita d'attesa

 

Dal racconto della madrina Raffaela Bogana orfana

dell'Artigliere Angelo Bogana caduto in Russia

 

Mio padre è per me un ricordo costruito attraverso i racconti di mia madre e dei miei parenti.

Non ero ancora nata quando lui partì per la guerra come alpino nella divisione Julia. Ricevette notizia della mia nascita da un telegramma; quando nacque mia sorella, mia madre sperava in una licenza invece venne mandato a combattere sul fronte russo. Mi accompagnarono alla stazione e lì, dai finestrini di un treno in corsa, salutai per l’ultima volta mio padre. Dopo soli sei mesi da quel saluto, mio padre era già caduto in battaglia e non sarebbe mai più tornato alla sua casa.

Mi rimanevano solo pochi ricordi da conservare: le sue mani che gettano sulla mia testa di bambina una cascata di petali di rosa.

Questo è mio padre, ancora vivo nel mio cuore.

Leggi tutto...

 

Angelo Bogana


Una piccola storia dal Piave al Don

È il 9 gennaio 1911 ad Onigo di Pederobba.
Chi sta passando presso una normale casa colonica sente dapprima un lieve vagito, poi un pianto di liberazione, infine un silenzio di pace e di gioia. In quella casa abitano Raffaele Bogana e Giovanna Suman e a loro è nato il primo figlio. Lo chiamano Angelo, Angelo Bogana, che avrà un futuro tragico fin da piccolo perché perderà ben presto il padre. Cresciuto dalla madre con amorevole cura, diventa un bel ragazzo, cresce bene, con sani principi, serio, lavoratore... Pensiamo che la sua adolescenza e la sua gioventù siano stati simili a quelle di tutti gli altri. In un periodo di ristrettezze economiche e di povertà  generale non poteva essere diversa.
Il 21 settembre 1931 Angelo si sottopone alla visita di leva e dai documenti conservati presso l’Archivio di Stato sappiamo che era alto 1 metro e 77, aveva un torace di 91 cm, i capelli erano castani e lisci senza riccioli o ondulazioni, il corpo era regolare, aveva gli occhi grigi, un colorito roseo, la dentatura era sana, di mestiere faceva il contadino (ma poi diventerà l’uomo di fiducia, una specie il fattore, del possidente Antonio Rossetto); Angelo sa leggere e sa scrivere; infatti ha il diploma della 4ª classe elementare (che è molto per quel periodo dove quasi tutti si fermavano alla terza perché dovevano lavorare nei campi e aiutare la famiglia).

 

Leggi tutto...