RACCONTI DI GUERRA

(testimonianza di Nanni)

 

"Era il cinque novembre 1942. Il quinto reggimento degli alpini dà il cambio agli ungheresi" racconta Nanni. "Il freddo è intenso e il fiume gela, la terra è come un blocco di ghiaccio. Qualche giorno dopo effettuo nottetempo una ricognizione fuori dalle linee e trovo su di un’altura il cadavere di un soldato tedesco già decomposto, rimasto là durante l’avanzata fatta dai tedeschi in estate fino al fiume Don, che scorre a poche decine di metri dal morto. Segnalo il ritrovamento della salma al comando del "Tirano" per il recupero. Sennonché il dodici novembre di quel ’42 nevicava" narra "La sera seguente esco ancora con due alpini e non riesco più ad individuare il cadavere rimasto sepolto dalla neve. Gira e rigira finalmente lo trovo per meglio individuarlo gli metto vicino un palo trovato nelle vicinanze. Il comando di Battaglione, qualche sera dopo mi manda un tenente provvisto di una cassa da morto per il recupero della salma" riferisce sempre Nanni. "Esco con una pattuglia per indicare il luogo di ritrovamento e per dargli protezione durante il recupero del soldato. Messo il cadavere dentro la cassa senza coperchio, mentre stiamo per rientrare, arriva un battaglione russo di soppiatto, con evidenti intenzioni di fare dei prigionieri. Quatti, quatti, lasciammo sfilare i soldati russi più sotto di noi in quanto abbiamo la via sbarrata e loro sono in molti. Non mi sarebbe convenuto ingaggiare un confronto anche a sorpresa perché la visibilità era poca. Dopo un po’, sicuro che il battaglione russo era già fuori zona, do l’ordine di muoversi alla svelta per poter rientrare quanto prima e così poter mettere in allarme tutti. Bisognava scendere dai calanchi ripidi, gelati e coperti di neve". Continua a narrare con freddezza Nanni. "Naturalmente un po’ per l’apprensione, un po’ per la fretta, ad un dato momento la cassa si ribaltò e così vidi ruzzolare la salma e la cassa giù nel fosso e non riuscii a trattenere una sonora risata. Io andai ad avvisare tutti per l’avanzata dei russi e raccontai con tristezza la perdita della salma e scoppiai in pianto".

Questa testimonianza racconta la vita di ogni giorno di un alpino, le paure, i sentimenti, le nostalgie e tutti gli ostacoli da superare.