Dal nostro archivio abbiamo estrapolato questa ricerca fatta nell'anno 2000 dai ragazii delle medie sul tema:

 

 

 

GLI ALPINI IERI E OGGI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONCORSO "ALPINI IERI E OGGI"

GIUGNO 2000

Una esperienza che vorremmo ripetere.

 

 

In occasione del nostro settantesimo anniversario di fondazione abbiamo proposto alle scolaresche del nostro Comune di partecipare alla nostra iniziativa proponendo loro di esprimersi sul tema "Alpini ieri e oggi" . Abbiamo ricevuto da esse un grande contributo del quale siamo veramente entusiasti.  Per questo rivolgiamo ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e soprattutto ai ragazzi un grande ringraziamento. Durante la manifestazione gli elaborati sono stati esposti nella nostra sede ma poi abbiamo dovuto toglierli e riporli. Ci sembrava un vero peccato che essi non potessero essere piu' apprezzati. Abbiamo voluto dunque far si di renderli visibili a chiunque pubblicando la mostra sul nostro sito.

I disegni e gli elaborati scritti hanno un grande valore per i sentimenti che traspaiono, per le testimonianze che sono state raccolte, per le riflessioni prodotte  e per l'energia positiva che emanano. Un'energia che ci sprona, che ci da nuova forza per continuare e fiducia nel futuro.

Rinnoviamo dunque il nostro ringraziamento esprimendo  però anche una preoccupazione  per la grande generosità di giudizio verso gli Alpini:

"Ne siamo davvero meritevoli?

 

 


PRESENTAZIONE

 

Abbiamo deciso di fare questa ricerca sia perché riteniamo che gli Alpini siano molto importanti per l’Italia, sia perché questo studio ci è servito per conoscere in modo più approfondito gli obbiettivi che essi vogliono per seguire. Oggi rinnovano il loro impegno in missioni umanitarie in Italia e nel mondo, sia quelli in congedo da tempo, sia quelli che sono sotto le armi. Perciò attraverso questa ricerca ci siamo resi conto del loro Spirito di solidarietà. Essi infatti rappresentano uno dei simboli della nostra coscienza nazionale. Rispettati e amati da tutti, hanno servito l’Italia con spirito di sacrificio, coraggio ed eroismo. Si sono sacrificati per la nostra Patria ed anche per altre persone straniere. La speranza vive in loro.

Viva gli Alpini d’Italia

 

TESTIMONIANZE

 

"UN PASSATO DA DIMENTICARE"

 

Come sappiamo tutti, l’Italia entrò in guerra, rispettivamente in quella del 1915-1918 e del 1942-1945. Un vero passato da dimenticare. Valorosi soldati e alpini morti per una ragione inutile, ancora da chiarire. Ora sentiamo delle testimonianze. Parla nonno Gino: "Boce che dovea ancora crescerghe a barba ho vist morir, corpi giovani e innocenti. Il cielo era padrone di bombe e proiettili. Un paradiso come il Monte Grappa si era oscurato, quella natura tanto preziosa era scomparsa. Un disastro". Parla zia Luigina: "Faceva paura! Era uno spettacolo orrendo. Noi a quell’epoca eravamo bambine ingenue ma il veder supplicare qualcuno per non essere ucciso, i molti alpini morti, le uccisioni di massa, non li dimenticheremo mai più. Ti resta impresso per tutta la vita !." Ecco due schiaccianti testimonianze. Morti inutili e vite rovinate. Una vita finita per Alpini e soldati in quel disastro che è la guerra senza spiegazioni, senza un perché, senza una ragione. L’unico sostegno era la buona volontà di giovani Alpini, pronti a dare la vita per salvarne altre.

 

 

"SIAMO SALVI GRAZIE AGLI ALPINI".

 

Dopo una anno e due mesi trascorsi in Albania e in Kossovo, il terzo reggimento ha fatto ritorno nella Madre Patria, riportando in Italia drammatici racconti e vere testimonianze. I nostri Alpini ci hanno raccontato che in Kossovo hanno visto cose terribili che mai per fortuna non abbiamo mai provato; loro si sono scontrati con la tragica quotidianità di una situazione dispera fatta di territori desolati, paesi scarnificati, campi minati, fosse comuni, gente finita e malridotta. In Kossovo manca tutto, dalle medicine al cibo per vivere, alla speranza e alla volontà di vivere. Di tutto questo si sono occupati i nostri Alpini, quindi dobbiamo dire "Grazie Alpini.", in più hanno l’apprezzamento dei militari e il riconoscimento di una grande organizzazione come "INTERNAZIONAL COOPERAZION " "DEMINING", "SAVE A CHILDREN","JAPANESE RED CROSS".

 

 

SOLIDARIETA’ IN FRANCIA.

 

Gli Alpini dell’A.N.A. sono partiti dal Piemonte, dalla Val D’Aosta, dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Trentino, dal Veneto e dal Friuli per portare in Francia, attraverso la presenza e il lavoro, il sentimento della loro solidarietà. La Francia, ma in particolare la Dordogna, è stata investita il ventisette dicembre scorso da una rara quanto distruttiva tempesta. Il ciclone ha interrotto le linee elettriche, sradicato ventisei milioni di alberi molti dei quali sono caduti sulle strade interrompendo il passaggio dei soccorsi. Il governo francese a causa di questa terribile catastrofe ha chiesto aiuto a quello italiano. Così il Dipartimento della Protezione Civile diede l’incarico all’A.N.A. che è sempre pronta nel portare aiuti a tutti. Oltre duecento Alpini, molti dei quali giovani, con entusiasmo e zelo, hanno lasciato ancora una volta ,a così poca distanza di tempo dal rientro dall’Albania, l’Italia, per una nuova missione di solidarietà. Lo scopo della missione era quello di rendere nuovamente agibili i percorsi, gli accessi alle riserve d’acqua e ripristinare le piste tagliafuoco che, come provvidenziale e utile ragnatela, si intrecciavano all’interno dei boschi. Suddivisi in tre turni gli oltre duecento volontari hanno totalizzato ben millenovecentosedici giornate di lavoro portando a compimento l’apertura di trecentotrentasei chilometri di piste che rappresentano il taglio di milleseicento metri cubi di legname. Infine il Presidente della Repubblica Francese Chirac ha telefonato al Presidente della Repubblica Italiana Ciampi riferendogli la gratitudine ed ha affermato: "Questi italiani ci hanno dato una sacrosanta lezione di solidarietà e un esempio di volontariato".

 

 

CURIOSITA’

 

"LA CARITA’

 

Ogni anno davanti a molti supermercati italiani vengono raccolti generi alimentari per conto della fondazione della Banca Alimentare, un’associazione che aiuta i Paesi sottosviluppati e molto poveri con l’invio di generi alimentari. Il volontariato è di grande valenza morale e materiale. Viene praticato spesso e volentieri dagli APINI che sempre prestano aiuti in occasioni di calamità e ancora una volta sono chiamati a dare una mano nell’emergenza.

 

 

IL MULO: Un aiuto per gli Alpini: perché rinnegarlo?

 

Visti sul pendio fiorito anche i muli, fedeli trasportatori degli Alpini, sembrano eleganti e nobili, anche se sono considerati quadrupedi meno prestigiosi. Ora però grazie alla tecnica, i mezzi si sono modernizzati e piuttosto di viaggiare su un mulo , si viaggia molto più comodamente su jeep. Sicuramente non è stato per cattiveria ma non c’era la possibilità di mantenerli e così i muli sono stati venduti al macello seppure a malincuore salvarli, sono stati dei prodighi Alpini, che hanno accettato il compito di continuare ad accettarli. Una vera salvezza per questi animali, davvero solidali questi Alpini!!

 

PIETA’

 

La storia è ambientata durante la seconda guerra mondiale, Un Alpino della Sicilia venne arruolato per combattere al fronte per la salvezza dell’Italia. Pasquale, così si chiamava, partì dalla amata regione, lasciando in Sicilia la moglie e i due figli che ella portava in grembo. Dopo una lunga e tortuosa camminata fra i monti, finalmente arrivò al fronte, un luogo desolato, dove l’unico rumore che risuonava era il boom dei cannoni e il crash degli alberi che i combattenti facevano cadere per liberare la strada verso il nemico. Trovò ospitalità presso una famiglia contadina durante l’intera guerra. In essa viveva una bambina di nome Sara, che aveva nove anni. Pasquale nelle ore in cui non doveva fare la sentinella, insegnava a Sara a pescare, a difendersi e a scappare. I due diventarono presto amici per la pelle e Pasquale continuò a insegnarle cose sempre nuove, come le "conte" di una volta. Un giorno mentre Pasquale era impegnato al fronte come sentinella, tre tedeschi riuscirono ad entrare nella casa, rubarono e distrussero tutti i beni della povera famiglia, uccidendo la madre e il padre della bimba, ma fortunatamente grazie agli insegnamenti di Pasquale ella si salvò. La povera bambina rimasta senza parenti, non sapeva dove andare, allora Pasquale alla fine della guerra la portò nell’isola mediterranea. La moglie aspettava insieme ai bambini con ansia il ritorno del marito ed appena rivide il suo amato con in braccio una bimba, rimase un po’ perplessa, ma dopo le spiegazioni appropriate, ella fu molto contenta di avere una nuova piccolina da accudire. Gli anni passarono e Sara era sempre più felice e la sua gioia cresceva con la serenità della famiglia, scoprendo un mondo di pace, dimenticando le cattiverie della guerra.