Onigo di Pederobba si distende lungo la sponda destra del fiume Piave, terra toccata duramente dai disastri della Grande Guerra, che ha visto molti uomini morire per difendere la propria patria e che ha lasciato partire molti giovani per il fronte. In queste terre ai piedi del monte Grappa era, ed è, una consuetudine far parte del corpo degli alpini: di padre in figlio, di nonno in nipote, da vecio a bocia, la tradizione alpina si è estesa fino ad oggi.

Fu così che ottant'anni fa, nel 1930, sette amici, tutti alpini, legati da un profondo spirito patriottico e di corpo, decisero, tra le bevute e le chiacchiere fatte nelle osterie, che era giunto il momento di raccogliere, non solo tutte le memorie e le esperienze vissute come alpini, ma anche di conservarli per poterli tramandare. Carmine Ceccato, Cesare Ceccato, Marino Ceccato, Ferruccio Gobbato, Alfredo Menegazzo, Pietro Zorzi, Primo Zorzi fondarono il Gruppo Alpini Onigo. Il luogo di ritrovo era naturalmente la stalla, dove, di sera durante il "filò", si ricordavano le storie tristi di una guerra appena dietro le spalle, ma si tentava anche di ricreare quell’entusiasmo e quella disponibilità, che tante volte erano stati visti, e vissuti, tra gli alpini del fronte. I sette iniziarono così a programmare le prime attività di Gruppo e nel 1931 erano tutti presenti all’adunata nazionale di Genova. Ad essi spettavano i tristi compiti di memorare il ricordo dei compagni caduti, di portare conforto ai cari dei dispersi, di accogliere il rientro dei prigionieri, ma purtroppo anche delle salme. Il tempo passa e il gruppo di alpini dalle stalle si trasferisce nelle "ostarie", "da Arturo", "da Nappa" (bar Italia), fino al "Galinon", ultima tappa prima di riuscire a costruire, nel 1988, la sede, dove oggi si ritrovano 241 affiatati alpini sempre memori delle sofferenze che hanno accompagnato questi duri periodi e della tenacia con cui questi sette uomini hanno continuato sempre, senza fermarsi, perché bisogna avere il coraggio di andare avanti e tenere duro "fin che se a fià".Il loro ricordo  si rivela un patrimonio fondamentale per tutto il gruppo, dal quale si possono trarre innumerevoli esempi da emulare.

 

Ottant'anni con i nostri otto capigruppo:

 Il nostro primo capogruppo è stato Primo Zorzi.

Classe 1885 alpino del 7°, partecipò alla prima guerra mondiale, combattendo sulle Tofane. Venne insignito della croce per meriti di guerra e nominato Cavaliere di Vittorio Veneto.

E' andato avanti nel 1958.

Il secondo fu Antonio Bedin.

Classe 1889 alpino del 542°, compagnia mitraglieri FIAT. Fu uno dei ragazzi del "99"   e non ancora ventenne partecipò alla prima guerra mondiale combattendo ad Asiago e sul monte Ortigara. Nel 1916 venne fregiato dal Regio Decreto di una croce di guerra per i suoi meriti e nominato Cavaliere di Vittorio Veneto.

Nel 1970 "è andao avanti"

Terzo capogruppo: Bernardino Comaron.

Classe 1926, alpino assaltatore dell8° Reggimento del Battaglione "Tolmezzo"

Quarto in ordine : Paolo Pandolfo.

Classe 1928,alpino del 12° Battaglione "Tolmezzo" a Tarcento. Nel 1956 si classificò primo nella gara di marcia in montagna a squadre "Alberto Raho". Ha conseguito un riconoscimento per la sua attività di volontariato a favore delle popolazioni  della Valtellina.

 


 

Il quinto capogruppo: Cav. Calisto Speranzon.

Classe 1931, alpino dell'8° Battaglione Cividale. Per la sua encomiabile attività di capogruppo venne insignito del titolo di Cavaliere.                                Nel 1986 è "andato avanti"  A memoria del suo generoso impegno è dedicata l'attuale, sede.

 

Sesto capogruppo: Cav. Romano Gazzola.

Classe 1941, alpino dell'11° Reggimento alpini della Julia. Per la sua encomiabile attività di capogruppo venne insignito del titolo di Cavaliere. Per lungo tempo ha ricoperto l'incarico di Consigliere Sezionale. Anche lui è "andato avanti".

Settimo capogruppo. Giulio Ceccato.

Classe 1942, alpino dell'8° Battaglione Gemona. Per molti anni nel diretivo del gruppo.

Ultimo della serie attualmente in carica, il trascinatore del gruppo: Alessandreo Ciet.

Classe 1948, alpino, appartenente alla 106, "ospedale da campo", autista autoambulanza, aggregato in forza al Battaglione "Cividale"

 Ciet Alessandro