Eventi

1-2-ottobre Pederobba

 

 

 

150° Unità d'Italia

 

Buon Compleanno Italia

 

17 Marzo 1861 Vittorio Emanuele II diventa Re d’Italia 

17 Marzo 2011, il gruppo Alpini Onigo accoglie l’invito del Presidente nazionale dell’A.N.A., Corrado Perona e, con vera devozione e semplicità come da lui stesso richiesto, ha reso omaggio, presso la propria sede, alla bandiera italiana, il più alto simbolo della nostra unità nazionale.

Un nutrito gruppo di alpini, assieme ad altri partecipanti, ha assistito con commozione all’alzabandiera mentre nell’aria si spandevano le note dell’inno d’Italia.

E’ stata poi letta la lettera che il Presidente Nazionale Perona ha mandato a tutti i gruppi e che noi riportiamo integralmente in calce a questa cronaca.

Le manifestazioni sono poi proseguite assieme alle altre associazioni secondo il programma organizzato dal Comune. Sono stati resi gli Onori ai Caduti presso il monumento di Covolo e a Vidor presso il monumento sulle rive del fiume Piave dove si sono incontrate sotto un unico simbolo, la Bandiera, le comunità di Pedrobba (la destra Piave) e Valdobbiadene (la sinistra Piave), proprio a simboleggiare il legame che unisce tutti gli italiani. Dal ponte è stata gettata nel fiume Sacro alla Patria una corona d’alloro in memoria di tutti coloro che con il loro sacrificio hanno contribuito a conservare la nostra unità.

Davanti ad una grande folla - perché grande e inimmaginabile è stata la partecipazione della gente, come hanno sottolineato gli oratori che si sono succeduti nei discorsi di rito - molto si è insistito sul “ponte come simbolo di aggregazione, di unità e di progresso”.

Ecco: il ponte di Vidor sul Piave unisce due comunità, destra e sinistra Piave. Ma quanti sono i ponti che uniscono l’Italia?

Questi ponti non sono solo materiali, ma anche ideali. Noi dobbiamo traversarli per poter finalmente dire con orgoglio: “Sono figlio della Nazione Italia”.

 

 

 

18 marzo 2011. Ancora una volta il gruppo Alpini Onigo si è trovato coinvolto in una manifestazione. Questa occasione era data dal 150° dell’unità d’Italia. E ancora una volta ci siamo trovati assieme agli alunni delle Scuole Medie di Pederobba, rinsaldando quella unione di intenti e di ideali che ormai da anni caratterizza questa “amicizia”. Il Preside, infatti, ha accolto il Capo Gruppo e gli altri rappresentanti con le parole “i nostri amici alpini”. Le abbiamo accolte con vero piacere e ricambiamo il sentimento.

L’alzabandiera davanti alle scuole è stato un momento di vera commozione. I ragazzi erano divisi in tre gruppi e ogni gruppo indossava una maglietta diversa, chi di colore bianco, chi rosso, chi verde in modo da formare una immensa bandiera tricolore piena di vitalità e di sincero coinvolgimento. Vedere questa massa pulsante di vita e di entusiasmo che ondeggiava come lenzuola al vento è stato quanto mai piacevole. Una vera iniezione di fiducia nel futuro.

La cerimonia è proseguita nella Palestra con letture di brani storici, lettere di patrioti, considerazioni varie. Il tutto allietato dal Coro Voce Alpina e dagli studenti con canti e musiche, quest’ultime veramente sentite e ben interpretate. Merito dell’abile regia dei professori e della voglia di apprendere degli studenti.

Un fatto ha particolarmente colpito; alcuni dei ragazzi presenti, come si sa, appartengono ad altre razze e colore, vengono da lontano, da mentalità e culture diverse, spesso da condizioni di vita assai più dure della nostra, ma li abbiamo visti integrati, convinti, partecipi. Ciò fa ben sperare in un domani di pace e comprensione.  

Noi alpini - che siamo amici di tutti e siamo molto aperti ai cambiamenti - sappiamo bene che anche loro fanno parte del nostro futuro in quanto un domani potrebbero diventare cittadini italiani. Con il nostro esempio fatto di abnegazione e di altruismo, potremo seminare bene per raccogliere meglio.

 

 

 

 

Lettera del presidente Corrado Perona ai gruppi:

Carissimi Alpini e Amici che ci siete vicini,

oggi ricorre il 150à anniversario dell’unità Nazionale e tutti celebreranno  L’evento   con la solennità che merita.

Noi abbiamo voluto cominciare questa giornata così come facciamo ad ogni nostra manifestazione con l’alzabandiera.

Questo gesto semplice, ma pieno di sincera devozione, è stato fatto contemporaneamente in ogni città,

paese, contrada presidiata da un nostro Gruppo  o da una nostra Sezione.

Una sorta di immenso nastro tricolore  ha unito le nostre comunità dalla Valle d’Aosta  alla Sicilia,dal Friuli alla Puglia, sino a quelle Nazioni estere dove risiedono i nostri Alpini della doppia naja.

Per noi è normale vestire il tricolore ogni nostra festa.

E’ normale provare brividi di sincera commozione ogni volta che vediamo la bandiera salire sul pennone e srotolarsi al vento.

E’ un gesto che non ha nulla di retorico perché sentito nel profondo del cuore da tutti noi.

 

Oggi sentiremo discorsi importanti, si sprecheranno i riferimenti al sentimento nazionale e all’italianità. Si ricorderanno i Padri della Patria e il sogno che hanno saputo perseguire e a noi non rimarrà che sperare che non si tratti di semplici discorsi di circostanza.

Oriana Fallaci ne “La rabbia e l’Orgoglio” scriveva:” Naturalmente la mia Patria, la mia Italia, non è l’Italia d’oggi. L’Italia godereccia,furbetta, volgare degli italiani che pensano solo ad andare in pensione prima dei cinquant’anni e che si appassionano solo per le vacanze all’estero o le partite di calcio …..L’Italia squallida, imbelle,senz’anima, dei partiti presuntuosi e incapaci che non sanno ne vincere ne perdere … No,no; la mia Italia è un’Italia ideale. E’ l’Italia che sognavo da ragazzina, quando fui congedata dall’Esercito Italiano -Corpo Volontari della Libertà, ed ero piena di illusioni. Un’Italia seria, intelligente,dignitosa, coraggiosa, quindi meritevole di rispetto. E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade ….”

E’ questa Italia seria e perbene che dobbiamo festeggiare.

E’ l’Italia della gente comune  che si adopera con sacrificio e serenità per il bene della propria comunità.

Un’Italia generosa, capace, solidale.

E’ l’Italia di chi è consapevole di avere dei doveri verso il prossimo chiunque esso sia.

E’ l’Italia della gente che tutti i giorni si adopera per costruire un posto migliore per vivere.

E’ l’Italia che sognavano i nostri Alpini nelle trincee delle guerre che sono stati costretti a combattere.

E’ l’Italia che sognano  i nostri ragazzi in Afghanistan e le nostre famiglie tutti i giorni che Dio manda in terra.

E’ l’Italia di chi è sinceramente orgoglioso della sua terra, della sua storia,delle sue tradizioni ma che è consapevole che tutto ciò deve essere coltivato e curato tutti i giorni come il più prezioso dei giardini.

E l’Italia dei grandi valori che l’hanno costruita e sorretta.

Questa è l’Italia che va celebrata.

Questa è  l’Italia va ricercata e valorizzata.

 

N cuor mio posso solo sperare che anche l’Italia ufficiale, se così si può dire, no perda l’occasione di fermarsi a riflettere su questo anniversario  e comprenda che è venuto il momento di lasciare a casa ogni interesse di parte e di rimboccarsi le maniche per ricostruire, moralmente e fisicamente, quell’Italia che i nostri vecchi hanno sognato.

 

Noi continueremo a fare quello che in questi novant’anni abbiamo sempre fatto.

Continueremo a coltivare l’Amor  di Patria che non è un sentimento retorico ma la somma di quelle grandi virtù che i nostri “veci” ci hanno trasmesso.

Loro che sono stati costretti ad esercitarle in guerra fino all’eroismo, ci hanno insegnato ad applicare quelle stesse virtù  in campo pacifico per far bella l’Italia.

Perché come diceva Don Carlo, per far bella l’Italia ci vuole la tenacia degli Alpini, ,la sobrietà degli Alpini,l’amore per la propria terra degli Alpini, la religiosità degli Alpini.

Io oggi mi sento di aggiungere che ci vuole anche la semplicità  degli Alpini, la disponibilità degli Alpini e la loro capacità di fare davvero comunità.

 

Solo percorrendo questa strada potremo coltivare la speranza di realizzare davvero il sogno dei Padri risorgimentali e dei nostri veci.

E sono certo che gli Alpini con tenacia, sobrietà,semplicità e disponibilità continueranno a camminare con passo lento ma sicuro su questa via.

W L’Italia!